Chiacchiere di Carnevale fritte: sottili, gonfie, friabili!

Quella di oggi è una delle mie ricette del cuore, immancabile sulla tavola della mia famiglia: le chiacchiere fritte.
Ci piacciono talmente tanto che iniziamo a farle a metà gennaio, senza aspettare il Carnevale.

Ci sono diverse scuole di pensiero riguardo le chiacchiere: per  la mia famiglia le chiacchiere sono quelle sottili, friabili, gonfie. Sono quelle che ti sporcano tutto il viso di zucchero a velo e che ti si rompono al primo morso.

Quando ero una bambina, ricordo che nella giornata delle chiacchiere ognuno aveva un suo ruolo: si lavorava come in catena di montaggio per fare 4 o 5 bei cesti pieni di chiacchiere!
Mia nonna preparava l’impasto e friggeva, mia zia stendeva la pasta in sfoglie sottili, e io tagliavo le chiacchiere: un compito comunque importante per la buona riuscita del dolce.

In tanti anni la ricetta è stata modificata aggiustandola qua e là, e quella che vi riporto è quella definitiva.

Chiacchiere di Carnevale
PS: per i due vassoi in foto, abbiamo riadattato la ricetta utilizzando 300g di farina

Ingredienti :

500 g di farina

2 uova intere + 2 tuorli

2 cucchiai di zucchero

1 limone non trattato

1/2 bicchierino di maraschino (o rum o grappa)

30 g di burro

Vino bianco frizzante secco

Zucchero a velo

Olio di semi di arachidi per friggere

Procedimento:

Prima di tutto abbiamo bisogno di lavorare con ingredienti a temperatura ambiente, quindi prepariamo fuori dal frigorifero uova e burro un’oretta prima.

Nel mentre, iniziamo a grattugiare la buccia di limone (solo la parte gialla, la parte bianca è amara!).

Setacciamo la farina, aggiungiamo zucchero e sale, e la disponiamo a fontana sulla spianatoia.

Mettiamo al centro della fontana le uova intere e i tuorli, il burro, la buccia grattugiata del limone e il liquore, iniziando a lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungiamo il vino bianco (ne serve meno di un bicchiere), fino a che avremo un impasto sodo ma morbido, che non appiccica più alle mani.

Avvolgiamo quindi la pasta nella pellicola trasparente e lasciamo riposare per un’ora circa.

Ovviamente questo è un procedimento a mano, mia nonna lo ha sempre fatto così, ma possiamo usare tranquillamente una planetaria o un’impastatrice per fare lo stesso impasto.

Dopo il riposo, stendiamo la pasta con il mattarello (o con la macchina per la pasta) in una sfoglia molto sottile.

Se dovesse appiccicare, vale il classico consiglio di spolverare la sfoglia con la farina.
Io, utilizzando la macchina per la pasta, arrivo fino alla penultima tacca, ma si può arrivare all’ultima se si vogliono ottenere delle chiacchiere sottilissime.

Con una rondella dentellata, tagliamo a strisce di 4-5 cm di larghezza e poi in tanti rettangoli (non tanto grandi).
Questo serve soprattutto per poterli gestire meglio durante la cottura.
Se dovessimo avere una chiacchiera un po’ larga (ad esempio quella ricavata dall’ultimo angolino di pasta), possiamo praticare un taglietto al centro.

Friggiamo in abbondante olio caldo, girandole di tanto in tanto finché saranno belle gonfie e dorate.
Mi raccomando: facciamo molta attenzione a non bucare le bolle che si formeranno, o la chiacchiera si impregnerà di olio!

Lasciamo scolare sopra della carta assorbente da cucina e lasciamo a raffreddare.

Appena fredde, le cospargiamo di zucchero a velo e… assaggiamo!

PS: cercate di lasciarne qualcuna per il giorno dopo… saranno ancora più buone!

Eleonora @dulcipedia